In Tutte le volte che ho scritto Ti Amo, Lara Jean è l’icona che tutte le ragazze vorrebbero al liceo

Il film Netflix, Tutte le volte che ho scritto Ti Amo, è uscito lo scorso 17 agosto ed io l’ho già guardato due volte. Il film, che è basato sulla serie di libri di Jenny Han, è intrigante e toccante. Lascia quel senso di spensieratezza e leggerezza che ogni rom-com dovrebbe lasciare. Oltre questo però, la storia è costruita intorno ad un personaggio con cui è facile identificarsi nel 2018: Lara Jean è una teenager metà coreana e metà caucasica alla scoperta dei valori di famiglia, amore, amicizia e onestà, con se stessa e con coloro che la circondano.

Non è facile trovare storie che parlino di persone di etnia mista, figlie di immigrati in una nuova nazione.

Tutte le storie più famose sembrano solitamente fantasie, sempre ottime per l’intrattenimento, ma con protagonisti che non riescono sempre a rappresentare tutti. Le serie per adolescenti che andavano di moda fino a dieci anni fa (come Gossip Girl) si concentravano sempre e solo sui ricchi e sui bianchi.

Con la popolarità di Tutte le volte che ho scritto Ti Amo, insieme al successo negli Stati Uniti del film Crazy & Rich, si comincia forse a notare un cambiamento nell’industria cinematografica.

Sebbene Lara Jean sia un personaggio multietnico a cavallo tra due culture, il focus della storia non è posto sulla sua identità o sui traumi legati all’essere una persona di colore nell’America di oggi.

La storia permette alla tipica teenager Lara Jean di essere… una tipica teenager.

Molto della letteratura e del cinema asiatici americani del passato sono rimasti legati a trame di fuga e stabilità oppure sulla dicotomia basata sull’essere americano, ma non sentirsi americano. Le opere degli scrittori asiatico-americani spesso sono classificate come opere basate su trauma, famiglia e identità, con pochissimo spazio per parlare di qualsiasi altro argomento. Sebbene queste storie siano necessarie, è bello riuscire finalmente a guardare un prodotto nuovo che presenta ciò che una teenager coreano-americana potrebbe ritrovarsi ad affrontare senza soffermarsi troppo sul suo colore della pelle.

Lara Jean è intelligente, simpatica e di buon cuore. Ha la stanza sempre in disordine e un legame molto forte con le sue sorelle. Beve Yakult al mattino in una delle scene più dolci del film, in cui la sua cotta Peter Kavinsky (interpretato dal rubacuori Noah Centineo) lo assaggia per la prima volta.

Sono questi piccoli dettagli che fanno brillare il personaggio di Lara Jean, che sia il suo guardaroba un po’ vintage, la sua ossessione per Sixteen Candles – Un compleanno da ricordare o la sua forza nell’affrontare i drammi della vita.

Guardare lo schermo ed essere in grado di identificarsi con i personaggi è una grande cosa per le minorità e rappresenta il talento dei produttori e della visione dell’autrice dei romanzi, Jenny Han.

Sarà interessante scoprire quale sarà il futuro di letteratura, film e televisione con una generazione che ha l’opportunità di crescere con la diversità come costante nei mezzi di comunicazione. Nel frattempo, sono anche troppo curiosa di vedere un sequel di questa dolcissima commedia romantica (avete tutti visto la scena nei titoli di coda?).

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